esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

LIBERIA

 
governo: repubblica presidenziale
stato dei diritti civili e politici: Parzialmente libero
costituzione: 6 gennaio 1986
sistema giuridico: sistema misto basato sul diritto angloamericano, sul diritto consuetudinario
sistema legislativo: bicamerale, Assemblea Nazionale formata da Senato e Camera dei Rappresentanti
sistema giudiziario: Corte Suprema
religione: 40% cristiani; 40% credenze indigene; 20% mussulmani
braccio della morte: 9 (al 18 febbraio 2015, secondo il Governo)
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto (solo firmato)

Secondo Protocollo Opzionale al Patto (per l'abolizione della pena di morte)

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:
Nel luglio 2008, a seguito di una serie di rapine a mano armata, il Parlamento aveva adottato l’Armed Robbery Act, che introduceva la pena di morte per omicidi commessi nel corso di rapine, atti di terrorismo o pirateria.
Sebbene il codice penale del 1976 prevedesse la pena di morte per omicidio e rapina, atti mercenari, terrorismo, dirottamento e spionaggio aggravati dalla morte, la nuova legge era contraria agli impegni internazionali contratti dalla Liberia stessa il 16 settembre 2005, quando il Governo Nazionale di Transizione, guidato da Charles Gyude Bryant, aveva aderito al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. La Presidente Ellen Johnson-Sirleaf, che avrebbe potuto porre il veto al provvedimento del 2008, l’aveva invece firmato e dunque convertito in legge.
Sembra dunque che i tribunali giudichino sulla base del codice penale del 1976 come se l’accessione al Secondo Protocollo non avesse alcun effetto, almeno per quanto riguarda l’omicidio.
Nel 2014, il Ministero della Giustizia ha avviato un progetto di legge per abolire la pena di morte e l’ergastolo per i minorenni, mentre la Commissione Nazionale Indipendente per i Diritti Umani ha anche proposto un emendamento costituzionale che abolisca la pena di morte nell’ambito del processo di revisione della Costituzione.
Nel 2015, non si sono registrate in Liberia né esecuzioni né condanne a morte. Le ultime esecuzioni, 14, sono avvenute nel 2000.
Al 18 febbraio 2015, c’erano nove persone nel braccio della morte, secondo il Governo.
Nel 2016, sono state pronunciate 5 condanne a morte. 

La pena di morte nei confronti delle donne
Le donne incinte e quelle con bambini piccoli non possono essere giustiziate per gli obblighi che derivano alla Liberia dall'essere uno Stato parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici che vieta l'esecuzione delle donne incinte e del Protocollo alla Carta africana sui diritti umani e dei popoli sui diritti delle donne in Africa che esclude l'esecuzioni anche per le donne che allattano.

Le Nazioni Unite 
Il 4 maggio 2015, la Liberia è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nel suo rapporto nazionale, il Governo ha detto che la Liberia riconosceva i suoi obblighi internazionali derivanti dall’adesione al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, che mira ad abolire la pena di morte. Il Governo ha aggiunto che la Liberia stava anche facendo passi verso l’abolizione legale della pena di morte. Tuttavia, nella sua risposta alle raccomandazioni ricevute, il Governo non ha accettato quelle volte ad abolire la pena di morte. 
Il 19 dicembre 2016, la Liberia, come negli anni precedenti, si è astenuta sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

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