esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

SWAZILAND

 
governo: monarchia assoluta
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: firmata dal Re a lugio 2005, effettiva l'8 ottobre 2006
sistema giuridico: si basa su quello sudafricano romano-olandese e sul diritto tradizionale e consuetudinario
sistema legislativo: bicamerale, Senato e Camera dell'Assemblea
sistema giudiziario: Alta Corte, Corte Suprema, giudici nominati dal Re
religione: 40% sionisti, 20% cattolici, 10% musulmani, 30% altro
metodi di esecuzione: impiccagione
braccio della morte: 0
Data ultima esecuzioni: 0-0-1982
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti


situazione:
Il Codice Penale del 1938, emendato nel 1975, prevede la condanna a morte obbligatoria per il reato di omicidio senza attenuanti. La pena di morte è facoltativa per il reato di tradimento. Lo Swaziland ha giustiziato 34 persone per omicidio dall’indipendenza dall’Inghilterra nel 1968. L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1982, quando una importante donna di affari, Phillipa Mdluli, è stata impiccata per l’omicidio rituale della figlia della sua domestica, il cui corpo era stato mutilato nella convinzione che alcune sue carni le avrebbero dato poteri magici. Le condanne a morte vengono inviate automaticamente alla Corte di Appello. Se la condanna viene confermata, è previsto l’appello al Re per la grazia. Il Re consulta un’apposita commissione composta dal Ministro della Giustizia, altri due ministri e il Procuratore Generale. Se la grazia viene rifiutata, l’esecuzione avrà luogo dopo che il Re avrà firmato il mandato.
Il 13 e il 14 ottobre 2011, nel corso della conferenza regionale sulla pena di morte, tenutasi a Kigali e organizzata da Nessuno tocchi Caino, in collaborazione con il Governo del Ruanda, il Presidente della Camera dell'Assemblea dello Swaziland, il principe Guduza Dlamini, ha espresso l’impegno ad avviare azioni volte all’abolizione della pena di morte.
Nel 2017, non sono state comminate condanne a morte in Swaziland, dove non c'erano più detenuti  nel braccio della morte alla fine dell’anno.

Commutazioni di condanne a morte o sospensioni di esecuzioni
Fino a oggi, il giovane Re Mswati III ha acquisito fama di re incline alla clemenza. Durante le feste nazionali commuta le condanne a morte in condanne a 15 o 20 anni di detenzione.
Il 7 agosto 2015, Re Mswati III ha risparmiato la vita di due detenuti nel braccio della morte commutando la loro pena in ergastolo. Mandla Maphalala e Richard Mabaso avevano già espiato circa 15 e 13 anni, rispettivamente, per casi separati di omicidio. Il Re, che è anche comandante in capo dell’amministrazione penitenziaria, ha aggiunto che tutti gli altri prigionieri avrebbero avuto la loro pena ridotta. Il Re ha annunciato il suo perdono durante il Correctional Services Day. “Essendo il compito del Correctional Services quello di riabilitare i delinquenti e far capire i loro errori, siamo lieti di perdonare i prigionieri riducendo la loro pena”, ha detto il Re, mentre la folla applaudiva e gridava: “Bayethe, Wena waphakathi!” [Lunga Vita a Sua Maestà]. Il tema del Correctional Services Day 2015 era “Dalle Prigioni alla Riabilitazione – 20 anni sulla Strada della Memoria”. Nel suo discorso, Re Mswati III ha dichiarato che i colpevoli, pienamente responsabili dei loro atti, devono acquisire la consapevolezza di tutti gli effetti del loro comportamento e progettare un percorso di riconciliazione con le persone a cui hanno arrecato danno.
Nel novembre 2016, Nessuno tocchi Caino, nell'ambito di un progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri ha condotto una missione nello Swaziland per chiedere un voto a favore della risoluzione pro moratoria. La delegazione, guidata da Antonio Stango (del Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino e presidente della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo) e della quale han fatto parte Eleonora Mongelli, Yuliya Vassilyeva e Raphaël Chenuil-Hazan (vicepresidente della World Coalition against the Death Penalty) e dall’On. Roberto Rampi, a Mbabane, insieme con l’ambasciatore Nicola Bellomo (capo della Delegazione dell’Unione Europea nel Regno dello Swaziland), ha incontrato il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Chief Mgwawa Gamedze, i principi Hlangusemphi Dlamini, Ministro della Pianificazione economica e dello sviluppo e Guduza Dlamini, già presidente dell’Assemblea parlamentare (entrambi fratelli del re Mswati III), il Ministro della Giustizia senatore Edgar Hillary e il deputato Jan Sithole, Presidente dello Swazi Democratic Party. Tutte le autorità swazi hanno illustrato il sistema costituzionale e giudiziario del Paese, dove, dopo recenti commutazioni reali di alcune sentenze capitali, rimane solo un detenuto in un braccio della morte. Vi è stata piena condivisione dell’importanza di un voto favorevole sulla Risoluzione e assicurazioni circa il sostegno presso il Primo Ministro cui in ultima analisi sembra spettare, d’intesa con il ministro degli Esteri, la responsabilità della decisione nel periodo in questione in cui il Re è in ritiro detto “seclusion”.


Le Nazioni Unite
Il 10 maggio 2016, lo Swaziland è stato sottoposto al Riesame Periodico Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. La delegazione del Paese ha preso nota ma non ha accettato le raccomandazioni volte a stabilire una moratoria ufficiale sulle esecuzioni, abolire la pena di morte e ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, che mira all'abolizione della pena di morte. Tuttavia, lo Swaziland ha dichiarato che la moratoria di fatto sull'applicazione della pena di morte resterà in vigore.
Il 19 dicembre 2016, lo Swaziland, per la prima volta, ha votato a favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Era assente nel 2014 e aveva votato contro nel 2012, 2010 e 2008. Si è astenuto nel 2007.

 

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