esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

BAHAMAS

 
governo: democrazia parlamentare costituzionale
stato dei diritti civili e politici: Libero
costituzione: 10 luglio 1973
sistema giuridico: common law inglese
sistema legislativo: bicamerale, Senato e Camera dell'Assemblea; il Governo può sciogliere il parlamento e chiedere le elezioni in qualunque momento
sistema giudiziario: Privy Council; Corte d'Appello, Corte Suprema (bassa), corte dei magistrati
religione: maggioranza cristiana
metodi di esecuzione: impiccagione
braccio della morte: 0
Data ultima esecuzioni: 6-1-2000
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti (solo firmato)

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte) (solo firmato)


situazione:
La pena di morte è prevista per: omicidio aggravato (art 290 del codice penale come emendato nel 2011), tradimento, atti di terrorismo e alcune violazioni del diritto umanitario. 
L’arcipelago delle Bahamas è uno stato indipendente nell’ambito del Commonwealth per il quale il Comitato Giudiziario del Privy Council rimane la Corte d’Appello di ultima istanza. Le Bahamas sono tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra come corte d’appello di ultima istanza nella regione. I leader dei paesi caraibici vedono in essa la fine dell’ultimo retaggio del colonialismo, ma i militanti per i diritti umani sono preoccupati che con la nuova giurisdizione riprendano le esecuzioni essendo i governi caraibici per lo più a favore della pena di morte. La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005. Ad oggi, solo tre paesi caraibici (Barbados, Belize e Guyana) hanno sostituito il Comitato Giudiziario del Privy Council con la Corte Caraibica di Giustizia. 
In base ai dati conservati dal Her Majesty’s Prisons, le Bahamas hanno impiccato 50 persone dal 1929. Cinque sono stati impiccati sotto l’amministrazione Ingraham; 13 nei venticinque anni di governo Pindling; gli altri sono stati giustiziati tra il 1929 e il 1967. Le impiccagioni erano riprese nel marzo del 1996, dopo una moratoria di fatto di almeno 12 anni. L’ultima esecuzione è avvenuta nel 2000, con l’impiccagione di David Mitchell. Il caso ha suscitato particolare clamore perché nel 1999, il Privy Council aveva rigettato i ricorsi in appello di David Mitchell e John Higgs, condannati a morte per omicidio, con il parere contrario di due dei cinque giudici che componevano la giuria. Lord Steyn e Lord Cook avevano affermato che per le condizioni disumane in cui i due condannati erano stati detenuti non dovevano essere giustiziati. David Mitchell è stato giustiziato il 6 gennaio del 2000 mentre John Higgs che avrebbe dovuto essere impiccato dopo di lui si suicidò in carcere poche ore prima di salire sul patibolo. 
In base a una sentenza del Privy Council del 1993 (caso Partt&Morgan), la pena di morte non può essere eseguita e va commutata automaticamente in ergastolo nel caso in cui il condannato abbia passato più di cinque anni nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione. 
L’8 marzo 2006, con un’altra importante sentenza, il Comitato Giudiziario del Privy Council ha stabilito che la condanna a morte obbligatoria per omicidio viola la Costituzione delle Bahamas e i diritti umani internazionalmente riconosciuti. La decisione è giunta in seguito ai ricorsi presentati da Forrester Bowe Jr e da Trono Davis, condannati a morte per due omicidi compiuti rispettivamente nel 1998 e nel 1999. 
Il 14 giugno 2011, il Privy Council ha annullato la condanna a morte per omicidio a carico di Maxo Tido - confermata dalla Corte Suprema delle Bahamas nel 2006, pochi giorni dopo la decisione del Privy Council di incostituzionalità della pena di morte obbligatoria delle Bahamas - stabilendo che nel condannare a morte una persona è necessario un approccio duplice. Prima di tutto la condanna capitale deve essere emessa solo se il crimine commesso è “il più estremo ed eccezionale – “il più grave tra i gravi” o “il più raro tra i rari”; in secondo luogo non ci devono essere prospettive ragionevoli di cambiamento dell’imputato e la morte deve costituire l’unica via attraverso cui realizzare la punizione. 
Il 3 novembre 2011 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge (Penal Code Amendment Bill 2011) che modifica gli articoli 290 e 291 del codice penale e descrive le circostanze aggravanti il reato di omicidio ricorrendo le quali il reo è passibile di pena di morte. 
Nel 2011, la Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR), nel rapporto intitolato "La Pena di Morte nel Sistema Inter-Americano dei Diritti Umani: dalle Limitazioni all'Abolizione", ha incoraggiato le Bahamas, insieme ad altri Stati della regione caraibica, ad introdurre una moratoria delle esecuzioni. La IACHR ha anche esortato le Bahamas a ratificare i protocolli della Convenzione americana sui diritti umani sulla pena di morte. 
Le Bahamas, il 1 settembre del 2016 hanno annullato la condanna a morte nei confronti dell’ultimo condannato a morte, Kofhe Goodman. Nel 2016 e nel 2017, non sono state pronuciate nuove condanne a morte ed il braccio della morte era vuoto alla fine dell'anno.

La pena di morte nei confronti delle donne
Secondo l'articolo 15 del codice di procedura penale, le donne incinte che altrimenti verrebbero condannate a morte sono invece condannate all'ergastolo. La valutazione della gravidanza deve essere fatta da una giuria e l'onere della prova spetta all'imputata. 

Le Nazioni Unite
Il 23 gennaio 2013, le Bahamas sono state sottoposte alla Revisione Periodica Universale del Consiglio per i diritti umani dell'ONU. Il capo delegazione, Allyson Maynard-Gibson, Procuratore Generale e Ministro della Giustizia, ha informato della loro posizione attuale sulla pena di morte. Ha sottolineato che è stata presente nell’ordinamento delle Bahamas a partire dalla common law inglese nel 1799. Era obbligatoria per omicidio e tradimento fino al 2006, quando il Privy Council ha stabilito che una condanna a morte secondo il diritto delle Bahamas andava intesa come prescrizione discrezionale e non obbligatoria. Nel 2012, un’ulteriore restrizione è stata imposta dalla sentenza del Privy Council, secondo la quale la pena di morte dovrebbe essere applicata solo se il reato è considerato il "peggiore dei peggiori" o il "più raro dei rari". La maggior parte della popolazione, fortemente ispirata da principi giudaico-cristiani, sostiene la pena di morte, ha detto la capo delegazione, la quale ha fatto notare anche che la comunità internazionale è ancora molto divisa su questo tema, le Bahamas hanno sempre sostenuto questo punto di vista e sono state un partecipante attivo del gruppo di Paesi mantenitori che alle Nazioni Unite hanno sostenuto la tesi che la questione della pena di morte rientra tra quelle che competono esclusivamente alla giurisdizione interna dello Stato. Tale questione sarà affrontata dalla Commissione per la riforma costituzionale, ha concluso Allyson Maynard-Gibson. 
Il 19 dicembre 2016, le Bahamas hanno nuovamente votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

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