esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

BRASILE

 
governo: repubblica federale presidenziale
stato dei diritti civili e politici: Libero
costituzione: 5 ottobre 1988
sistema giuridico: si basa sul diritto romano
sistema legislativo: bicamerale, Congresso Nazionale e Camera dei Deputati
sistema giudiziario: Tribunale Supremo Federale
religione: 73,6% cattolici, 15,4% protestante, altre minoranze
braccio della morte:
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Secondo Protocollo Opzionale al Patto (per l'abolizione della pena di morte)

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Convenzione Americana sui diritti umani

Protocollo alla Convenzione Americana sui diritti umani per l'abolizione della pena di morte

Convenzione Inter-Americana contro la Tortura

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:
La Costituzione della Repubblica Federale del Brasile, all’art. 5, XLVII, afferma: “La pena di morte non è applicabile se non in caso di guerra, come definito dall’art. 84, XIX”. L’art. 5 è compreso sotto il titolo II “Diritti Fondamentali e Garanzie”.
Il Brasile è un paese abolizionista per crimini ordinari dal 1979. L’aveva abolita una prima volta nel 1882, ma era stata reintrodotta nel 1969 per reati politici e per i soli dieci anni successivi quando però non è stata mai applicata.
L’ultima esecuzione risale al 1855. La Corte Suprema è il solo organo giudiziario competente per le estradizioni, che vengono rifiutate quando l’imputato rischia la pena di morte o una pena più severa di quella che, per lo stesso reato, riceverebbe in Brasile.
Quando l’Indonesia, il 18 gennaio 2015, ha giustiziato sei persone, tra cui un brasiliano di 53 anni, Marco Archer Cardoso Moreira, la Presidente del Brasile ha duramente protestato contro le esecuzioni. Il Brasile ha richiamato il suo ambasciatore a Jakarta per consultazioni e ha detto che le esecuzioni avrebbero pregiudicato le relazioni bilaterali. “L’uso della pena di morte, che il mondo sempre più condanna, mina gravemente le relazioni tra i nostri Paesi”, ha detto la Presidente Dilma Roussef in un comunicato.

Il 19 dicembre 2016, il Brasile ha nuovamente cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Il 29 settembre 2017, il Brasile ha votato a favore della risoluzione sulla pena di morte (L6/17) alla 36° sessione del Consiglio diritti umani.

 

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