esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

DOMINICA

 
governo: repubblica parlamentare
stato dei diritti civili e politici: Libero
costituzione: 3 novembre 1978
sistema giuridico: basato sulla common law inglese
sistema legislativo: monocamerale, Camera dell'Assemblea
sistema giudiziario: Corte Suprema per i Paesi Caraibici Orientali, compasta da Corte d'Appello e Alta Corte
religione: 61,4% cattolici, 22% protestanti, 7,7% altri cristiani, e minoranze non specificate
metodi di esecuzione: impiccagione
braccio della morte: 0
Data ultima esecuzioni: 0-8-1986
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione Americana sui diritti umani

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:
Omicidio e tradimento sono reati capitali. L’ultima esecuzione è avvenuta nell’agosto 1986.
Dominica è uno stato indipendente nell’ambito del Commonwealth, che mantiene la pena di morte e per il quale il Comitato Giudiziario del Privy Council britannico rimane la Corte d’Appello di ultima istanza.
In base a una sentenza del Privy Council del 1993, la pena di morte non può essere eseguita e va commutata automaticamente in ergastolo nel caso in cui il condannato abbia passato più di cinque anni nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione.
L’11 marzo 2002, il Comitato Giudiziario del Privy Council (JCPC), ha confermato la decisione emessa nell’aprile del 2001 dalla Corte d’Appello dei Caraibi Orientali (ECCA) e ha unanimemente considerato incostituzionale – perché inumana e degradante – la pena di morte quale sanzione obbligatoria per omicidio in Dominica e in altri sei paesi. Tale decisione comporta il riesame di tutte le condanne emesse in precedenza.
La Dominica è tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra come corte d’appello di ultima istanza nella regione.
I leader dei paesi caraibici vedono in essa la fine dell’ultimo retaggio del colonialismo, ma i militanti per i diritti umani sono preoccupati che con la nuova giurisdizione aumenteranno le esecuzioni essendo i governi caraibici per lo più a favore della pena di morte.
La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005 e, al 5 marzo 2015, solo quattro Stati – Barbados, Belize, Dominica e Guyana – erano passati sotto la sua giurisdizione. Il 3 luglio 2014, il Parlamento di Dominica ha approvato la legge che riconosce la Corte Caraibica di Giustizia (CCG) come corte d’appello di ultima istanza del Paese, in sostituzione del Comitato Giudiziario del Privy Council di Londra. La Dominica ha completato il processo con l’adesione alla giurisdizione di appello della CCG il 6 marzo 2015. Con questa decisione, la Dominica è diventato il primo Paese in seno all’Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali ad aderire alla CCG.
Nel 2017 come nel 2016 nono sono state pronunciate nuove condanne a morte ed il braccio della morte era vuoto alla fine dell'anno.

Le Nazioni Unite
Il 1° maggio 2014, la Dominica è stata esaminata nel quadro della Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il capo delegazione del Paese ha evidenziato che era in atto “una moratoria autoimposta sull’uso della pena di morte dal 1986”. Tuttavia, il sentimento popolare nel Paese è per la ripresa delle esecuzioni per i casi di omicidio. Pertanto, il Governo ha assunto una posizione per cui la pena di morte rimarrà di competenza della magistratura e continuerà a essere applicata in base alla normativa vigente.
Il 19 dicembre 2016 la Dominica ha nuovamente votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Solo il 21 dicembre 2010 si è astenuta.

 

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