esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

TAIWAN

 
governo: repubblica semi-presidenziale
stato dei diritti civili e politici: Libero
costituzione: 25 dicembre 1947, emendata più volte, l'ultima nel 2005
sistema giuridico: si fonda sul diritto civile
sistema legislativo: unicamerale, Yuan Legislativo
sistema giudiziario: Yuan giudiziario, con giudici nominati del Presidente per nove anni con il consenso dell'Assemblea Nazionale
religione: maggioranze confuciane e buddiste; minoranze protestanti e cattoliche
metodi di esecuzione: iniezione letale plotone d'esecuzione
braccio della morte: 43 (al 2017)
Data ultima esecuzioni: 19-4-2013
condanne a morte: 2
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

situazione:
La pena di morte è prevista per omicidio, reati legati alla droga, tradimento e reati militari.
Nel maggio 2011, l’Assemblea legislativa di Taiwan (Legislative Yuan) ha ridotto l’uso della pena di morte prevedendo la pena massima dell’ergastolo per chi prende parte a un gruppo armato e ostacola un servizio militare causando la morte o il ferimento grave di una persona.
Nel maggio 2014, il Parlamento ha approvato emendamenti al Codice Penale vigente eliminando la pena capitale per sequestro di persona a scopo di riscatto, anche se dal reato ne conseguono lesioni aggravate. Dopo questi emendamenti al Codice Penale, la pena di morte rimane applicabile per 55 reati.
Negli ultimi anni, il Governo aveva più volte manifestato la volontà politica di arrivare all’abolizione della pena di morte, nel quadro di una più generale attenzione alla tutela dei diritti umani.
Nel 2008, l’allora Ministro della Giustizia, Wang Ching-feng, aveva dichiarato di essere contraria alla pena di morte in quanto pena crudele e anche contraddittoria rispetto al fine riabilitativo delle punizioni. Nel marzo 2010, Wang Ching-feng si è dimessa a seguito delle proteste provocate nel Paese dalle sue dichiarazioni contro la pena di morte. Il Ministro aveva dichiarato che non avrebbe autorizzato nessuna esecuzione capitale e che “sarebbe stata molto felice di essere giustiziata al posto dei condannati a morte, se solo questo potesse rappresentare per loro una possibilità di riabilitazione”.
I sondaggi condotti nel mese di luglio del 2012 da Master Survey & Research Co. per conto del Ministero della Giustizia hanno rilevato che il 76,7% degli intervistati non sostiene l’eliminazione della pena di morte e che l’85% ritiene che mettere fine alla pena capitale sarebbe dannoso per l’ordine pubblico. Il sondaggio ha anche rilevato che l’81,6% degli intervistati pensa che una diminuzione graduale del ricorso alla pena capitale sarebbe accettabile. Un sondaggio pubblicato dalla National Cheng Chung University nel gennaio 2013 ha mostrato la contrarietà del 90 per cento degli intervistati ad abolire la pena capitale.
Nell’ottobre 2014, il Ministro della Giustizia Luo Ying-shay ha espresso il suo sostegno all’abolizione della pena di morte, anche se un membro del Governo dovrebbe ascoltare l’opinione della gente e non agire in base alle proprie convinzioni, ha detto nel corso di una riunione parlamentare, aggiungendo: “Non possiamo soggiogare la volontà della maggioranza a quella di una minoranza”.
Nel maggio 2015, il Presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou, ha detto che il Governo non era in grado di abolire la pena di morte “al momento”, ma avrebbe continuato a lavorare per ridurne l’uso.
Il 21 giugno 2016, rispondendo alle richieste dell’Unione Europea, il Vice Ministro della Giustizia Chen Ming-Tang ha detto che obiettivo finale del Ministero è quello di abolire la pena capitale, anche se “sondaggi pubblici indicano che l’82% delle persone sono contro l’abolizione”. Chen ha aggiunto che il Ministero ha adottato quattro misure verso questo obiettivo a lungo termine: abolizione della pena di morte obbligatoria per alcuni reati; maggiore discrezionalità della magistratura nell’imporre la pena capitale; condanna alla pena di morte con estrema prudenza; esecuzione della pena di morte con estrema prudenza. “Il Ministero prenderà misure molto attente su questo tema e sull’applicazione della pena di morte, prima che la nostra nazione la abolisca formalmente”, ha detto Chen.
Nel 2016, è stata effettutata 1 esecuzione e sono state pronunciate 2 nuove condanne a morte.
Nel 2015, sono state effettuate 6 esecuzioni ed emesse 9 condanne a morte. Taiwan aveva ripreso le esecuzioni nel 2010, dopo una pausa di cinque anni, mettendo a morte quattro persone. Ci sono state altre cinque esecuzioni nel 2011, sei nel 2012 come nel 2013 e altre cinque nel 2014.
Dal 1981 sono state giustiziate 569 persone, secondo i dati del Ministero della Giustizia.

La pena di morte top secret
A Taiwan, le esecuzioni sono effettuate tramite fucilazione, solitamente all’alba. Sono praticate dagli stessi agenti di custodia, i quali sistemano il prigioniero sul pavimento con la faccia in giù e gli sparano mirando direttamente al cuore. Tre o più guardie sono impegnate di solito nella operazione. I condannati sono sottoposti ad anestesia e privati dei sensi prima di essere fucilati.
Dopo che la Corte Suprema emette una sentenza di morte definitiva, il caso è trasferito al Ministro della Giustizia, al quale compete stabilire una data ultima di esecuzione da mantenere segreta.
I condannati a morte sono tenuti in condizioni di detenzione più dure rispetto ai prigionieri normali. Sono detenuti due per cella, ammanettati e incatenati per tutto il giorno, a parte la mezzora d’aria al giorno.
Le esecuzioni sono effettuate in segreto: nessuno è informato prima, compresi i condannati e i loro familiari, i quali lo sanno quando sono invitati a recuperare il corpo dalla camera mortuaria.
Tre degli uomini che sono stati giustiziati a giugno 2015 avevano depositato un appello speciale il giorno della loro esecuzione, ma i loro avvocati non sono stati informati del rigetto del ricorso se non dopo le esecuzioni.
Al 10 maggio 2016, erano rimaste 42 persone nel braccio della morte, alcune delle quali condannate a morte da oltre dieci anni.

La civiltà dell’iniezione letale
Nel 1992, Taiwan è stato il primo Paese al di fuori degli Stati Uniti a legiferare l’iniezione letale come un modo di esecuzione. Tuttavia, Taiwan deve ancora usare questo metodo e le esecuzioni continuano a essere effettuate tramite fucilazione.

 

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