Esecuzioni in Iran nel 2018

04 Aprile 2019 :

Almeno 309 detenuti sono stati giustiziati in Iran nel 2018 dal conteggio fatto da Nessuno tocchi Caino come risulta dall'elenco consultabile  in questa tabella

Con quelle del 2018, salgono ad almeno 3.597 le esecuzioni compiute in Iran dall’inizio della presidenza di Rouhani (tra il 1° luglio 2013 e il 31 dicembre 2018). Dal 1° luglio 2013 al 31 dicembre 2013 le esecuzioni sono state almeno 444, sono state almeno 800 nel 2014, almeno 970 nel 2015, almeno 530 nel 2016, almeno 544 nel 2017 ed almeno 309 nel 2018.

Anche se il numero di esecuzioni negli ultimi due anni è significativamente inferiore rispetto a quello degli anni precedenti, l’Iran rimane nel 2018 il paese con il più alto numero di esecuzioni pro capite.

Delle almeno 309 esecuzioni del 2018, solo 85 esecuzioni (circa il 27%) sono state riportate da fonti ufficiali iraniane (siti web della magistratura, televisione nazionale, agenzie di stampa e giornali statali); 224 casi (circa il 73%) inclusi nei dati del 2018 sono stati segnalati da fonti non ufficiali (organizzazioni non governative per i diritti umani o altre fonti interne iraniane). Il numero effettivo delle esecuzioni è probabilmente molto superiore ai dati forniti nel presente dossier di Nessuno tocchi Caino.

Nel 2017, le esecuzioni totali erano state almeno 544 di cui almeno 112 esecuzioni (circa il 20%) riportate da fonti governative e 432 da fonti non ufficiali.

La principale novità sulla pratica della pena di morte in Iran nel 2018 riguarda la riduzione del numero delle esecuzioni per droga, solitamente di gran lunga superiori ad altre, a seguito dell’entrata in vigore il 14 novembre 2017 di una riforma della legge sul traffico di droga. Una riforma che ha contribuito a ridurre il numero delle esecuzioni rispetto le almeno 544 del 2017.

I reati che hanno motivato le condanne a morte sono suddivisi come segue in termini di frequenza.

Omicidio: 218 (circa 70%), di cui 36 ufficiali; moharebeh (fare guerra a Dio), “corruzione in terra”, rapina ed estorsione: 34 (circa 10%), di cui 29 ufficiali; traffico di droga: 27 esecuzioni (circa 8%), nessuna ufficiale; stupro: 17 (circa 5%), di cui 14 ufficiali; reati di natura politica e “terrorismo”: 13 (4%), di cui 6 ufficiali. In un paio di casi, non sono stati specificati i reati per i quali i detenuti sono stati trovati colpevoli.

L’impiccagione è il metodo preferito con cui è applicata la Sharia in Iran.

Le esecuzioni pubbliche sono continuate nel 2018. Almeno 13 persone sono state impiccate sulla pubblica piazza nel 2018 secondo le notizie ufficiali raccolte da Nessuno tocchi Caino, un numero nettamente inferiore alle 36 del 2017.

Le esecuzioni di donne sono state nel 2018 almeno 5 (rispetto alle 12 del 2017) secondo le notizie raccolte, di cui 1 attraverso fonti ufficiali e 4 non-ufficiali. Due di loro erano minorenni al momento del fatto. Con quelle del 2018, salgono ad 86 le donne giustiziate sotto la presidenza Rouhani. Le esecuzioni di minorenni sono continuate nel 2018, fatto che pone l’Iran in aperta violazione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo che pure ha ratificato. Sono stati giustiziati almeno 6 presunti minorenni al momento del fatto, di cui 1 caso riportato da fonti ufficiali e 4 da fonti non-ufficiali (tutte per omicidio).

Nel 2018, almeno 10 persone sono state impiccate per fatti di natura essenzialmente politica. Ma è probabile che molti altri giustiziati per reati comuni fossero in realtà oppositori politici, in particolare appartenenti alle varie minoranze etniche iraniane, tra cui azeri, curdi, baluci e ahwazi. Accusati di essere mohareb, cioè nemici di Allah, gli arrestati sono di solito sottoposti a un processo rapido e severo che si risolve spesso con la pena di morte. Oltre alla morte, la punizione per Moharebeh è l’amputazione della mano destra e del piede sinistro, secondo il codice penale iraniano.