USA - Alabama. La Corte Suprema dell’Alabama ha annullato l’annullamento della condanna di George Martin.

11 Settembre 2018 :

La Corte Suprema dell’Alabama ha annullato l’annullamento della condanna di George Martin. Martin, 60 anni, nero, ex poliziotto, è accusato di aver ucciso, nell’ottobre 1995, la propria moglie, Hammoleketh Jackson Martin, 33 anni, per intascare l’assicurazione sulla vita. Processato nel maggio 2000, una giuria popolare aveva raccomandato 8-4 che Martin venisse condannato all’ergastolo senza condizionale. Nel luglio di quell’anno, invece, il giudice Ferrill McRae della Mobile County Circuit Court, aveva emesso una condanna a morte, ritenendo che le modalità dell’omicidio, la donna era stata arsa viva, costituissero automaticamente l’aggravante della “particolare odiosità, atrocità o crudeltà”. Nel 2004 la Corte Suprema di stato aveva ordinato la ripetizione della fase di sentenza, ricordando al giudice McRae il dovere di tenere in “grande considerazione” l’opinione della giuria popolare, che sostanzialmente equivale ad una circostanza attenuante in grado di controbilanciare le aggravanti. Il 17 giugno 2005 (vedi) il giudice McRae aveva detto di aver riflettuto bene su tutti gli elementi del processo e sulle raccomandazioni indirizzategli dalla Corte Suprema, ma di ritenere ancora che “la morte fosse l’unica sentenza appropriata”. Nel 2014 la Corte d’appello aveva annullato la condanna a morte. Nel 2015 il giudice Robert Smith aveva esaminato nuove prove portate dalla difesa, compresi alcuni elementi già emersi durante il primo processo che però l’accusa aveva tenuto nascosti, come la possibilità che il rogo della macchina fosse stato accidentale, e un testimone che non solo non aveva riconosciuto l’imputato, ma aveva riconosciuto un’altra persona, fisicamente molto diversa. Nel 2015 il giudice Smith liberò Martin su cauzione, e l’11 marzo 2016 (vedi) lo aveva prosciolto definitivamente, vietando alla pubblica accusa di tentare di ripetere il processo a causa delle irregolarità compiute volutamente dall’Ufficio del Procuratore nel processo iniziale. La pubblica accusa ha fatto ricorso, e oggi la Corte Suprema ha annullato sia la sentenza del giudice Smith sia quella della Corte d’Appello, ritenendo che le prove che l’incendio dell’auto sia stato intenzionale sono sufficientemente solide da meritare di essere riesaminate da una giuria, così come la circostanza che l’imputato aveva tenuta nascosta una seconda assicurazione sulla vita della moglie che sarebbe scattata solo in caso di incidente automobilistico. La Corte ha inoltre elencato una serie di bugie ed omissioni dell’imputato, che nel complesso giustificano la ripetizione del processo.

 

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