USA - Alabama. Una giuria popolare ha condannato a morte per la 5a volta Jerry Jerome Smith.

21 Maggio 2018 :

Una giuria popolare della Houston County ha condannato a morte per la 5a volta Jerry Jerome Smith, 47 anni, nero. Il voto è stato 10-2, sufficiente in Alabama, uno dei pochi stati (assieme a Missouri e Indiana) a non richiedere l’unanimità della giuria popolare. Smith è accusato di aver ucciso, il 19 ottobre 1996, Willie James Flournoy, Theresa Ann Helms and David Lee Bennett in un contesto di spaccio di crack. Una prima condanna a morte emessa nel 1998 era stata annullata nel 2003 dalla Corte Suprema di Stato perché non era stato dato adeguato rilievo a possibili circostanze attenuanti. Smith venne di nuovo condannato a morte nel 2005 (vedi 9 novembre 2004 e 5 gennaio 2005), ma il 29 settembre 2006 (vedi) la Corte d’Appello aveva annullato la condanna a morte a causa di pressioni improprie che i parenti delle vittime avevano fatto sui giurati. La pubblica accusa fece ricorso contro il secondo annullamento della condanna a morte, ma il 22 ottobre 2010 (vedi) la Corte Suprema di stato confermò l’annullamento della condanna a morte. Il 18 aprile 2012 il giudice Michael Conaway della Houston County Circuit Court aveva condannato a morte per la terza volta Smith seguendo la raccomandazione espressa in tal senso il 26 gennaio (vedi) da una giuria popolare. Il 7 giugno 2013 (vedi) anche la terza condanna a morte venne annullata a causa di informazioni imprecise fornite dal giudice alla giuria popolare. Il giudice indicò un’aggravante (l’omicidio di più persone nello stesso fatto) presente nel codice penale all’epoca del processo, ma non all’epoca del reato. La stesa Pubblica Accusa aveva dato parere favorevole all’annullamento della condanna. Il 13 settembre 2014 una nuova giuria popolare aveva deciso per la quarta volta una condanna a morte, poi annullato il 3 giugno 2016 (vedi) dalla Corte d’Appello, questa volta perché durante il 4° processo ad un certo punto il giudice ha espulso il pubblico dall’aula, e questo avrebbe violato il diritto a un “pubblico processo” garantito dal 6° Emendamento.

 

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