USA - Nebraska. Il giudice John Colburn ha respinto il ricorso della ACLU che chiedeva l’annullamento del referendum che revocava l’abolizione della pena di morte

15 Febbraio 2018 :

Il giudice John Colburn della Lancaster County ha respinto il ricorso della ACLU che chiedeva l’annullamento del referendum che revocava l’abolizione della pena di morte (vedi 4 dicembre 2017). Come è noto, il Nebraska, con un voto parlamentare che aveva visto anche molti repubblicani schierarsi a favore, nel 2015 aveva abolito la pena di morte. Il governatore Pete Ricketts (bianco, Repubblicano) aveva posto il veto, ma il veto era stato superato con un voto del parlamento che, come prevede la legge, deve avere una maggioranza di almeno 2/3. In seguito il governatore, in accordo con il procuratore generale, si era fatto promotore, in parte direttamente, e in parte attraverso suo padre, di una campagna referendaria che il 9 novembre 2016, con una maggioranza del 57% degli elettori, ha portato alla reintroduzione della pena di morte, o meglio, all’annullamento dell’abolizione. La ACLU (American Civil Liberties Union) è una importante organizzazione che difende i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti. La sua sezione del Nebraska, e la sua sezione che si occupa esplicitamente della pena di morte (ACLU Capital Punishment Project) assieme allo studio legale O’Melveny & Myers (una prestigiosa “law firm” con oltre 700 avvocati) a dicembre aveva avviato un’azione legale davanti alla Lancaster County District Court in cui contestavano il referendum del novembre 2016. Secondo i proponenti il referendum avrebbe costituito “ un esercizio illecito di potere legislativo da parte del potere esecutivo", in violazione delle clausole sulla separazione dei poteri della costituzione del Nebraska, perché il governatore Pete Ricketts, il suo staff e altri membri del ramo esecutivo del Nebraska " hanno impropriamente sequestrato ed esercitato il potere legislativo per le modalità con cui hanno proposto, avviato, finanziato, organizzato, gestito e controllato la campagna referendaria contro la legge sull'abrogazione della pena di morte. I proponenti inoltre sostenevano che l’abolizione, votata il 27 maggio 2015, è entrata in vigore il 30 agosto 2015, e commutava automaticamente tutte le condanne a morte in ergastolo senza condizionale, prima quindi che la raccolta del numero necessario di firme sospendesse gli effetti dell’abolizione. La proposta di referendum è stata depositata il 25 agosto, ma il Segretario di Stato ha formalmente convalidato le firme a sostegno solo nell’ottobre 2015, e solo in quella data ha dichiarato sospesa la legge di abolizione. 4 giorni dopo il voto del parlamento del 28 maggio, un comitato chiamato “Nebraskans for the Death Penalty” ha iniziato le pratiche per il referendum. La denuncia sosteneva che il Governatore era lo sponsor effettivo della campagna referendaria e che, in violazione della legge del Nebraska, nessuno degli "sponsor" apparenti ha presentato dichiarazioni "giurando la verità e l'accuratezza della loro sponsorizzazione". La ACLU sosteneva che Ricketts ei suoi genitori hanno fornito l'80% dei fondi per la campagna di raccolta firme nel primo mese e il 30% del finanziamento totale per la campagna per annullare l'abrogazione, utilizzato le strutture statali per raccogliere fondi per la campagna referendaria e spedito un lettera di raccolta fondi con la carta intestata "Governatore Pete Ricketts, Stato del Nebraska", e che i membri del ramo esecutivo di Rickett hanno lavorato direttamente e indirettamente per la campagna referendaria. Soddisfazione per la sentenza odierna è stata espressa dal Procuratore Generale del Nebraska Doug Peterson, che a novembre aveva notificato a due detenuti del braccio della morte che i farmaci letali per la loro esecuzione erano stati acquisiti. Nei confronti dei due detenuti, Carey Dean Moore e Jose Sandoval, non sono però ancora stati emessi i mandati di esecuzione.

 

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